Pochi artisti incarnano l’anima del roots reggae come Don Carlos, un cantante la cui voce morbida e rassicurante lo ha reso un pilastro del genere sin dai primi anni ’70.
Nato come Euvin Spencer, l’uomo destinato a diventare una leggenda è cresciuto nel distretto di Waterhouse, a West Kingston. Non si trattava di un quartiere qualunque, ma di una leggendaria “fucina musicale” che ha dato i natali a icone come King Tubby, Junior Reid e King Jammy.
La nascita di una leggenda: dal figlio del sarto ai Black Uhuru
Non lasciatevi ingannare dal titolo “Don”: le radici di Don Carlos sono umilissime. Nelle sue prime interviste, ricorda con affetto suo padre, un sarto, che cantava mentre cuciva pantaloni fino a tarda notte. Don si svegliava e si univa a lui, un rito che accese in lui una passione perenne per la melodia.
Prima di diventare una superstar, era un giovane che frequentava gli studi di registrazione, seguendo i suoi idoli come Delroy Wilson, Ken Boothe e i Clarendonians. Il suo primo vero passo sotto i riflettori avvenne nel 1972, quando unì le forze con Garth Dennis e Derrick “Duckie” Simpson per formare la formazione originale dei Black Uhuru.
Il trio che cambiò tutto
In qualità di voce solista dei Black Uhuru, lo stile dolce e distintivo di Don definì il loro sound degli esordi. La loro prima pubblicazione fu una cover di “Romancing to the Folk Song” degli Impressions, seguita da “Time is on Our Side”.
Il gruppo si sciolse poco dopo; Don ha spesso dichiarato che la rottura fu prematura, causata dalla giovane età e dalla mancanza di sessioni di prova. Mentre Garth Dennis si unì ai Wailing Souls, Don Carlos puntò sulla carriera solista che avrebbe portato la sua musica oltreoceano.
Gli anni solisti e il legame con l’Africa
Nel 1980, registrò un brano con lo pseudonimo di Don McCarlos:
“Uscì solo una canzone con il nome Don McCarlos, ovvero Late Night Blues. Era un nome che usavo spesso, ma la maggior parte delle persone mi conosce come Don Carlos.” [Intervista con Angus Taylor]
Nel maggio del 1981, Don pubblicò l’album Suffering per l’etichetta Negus Roots. Fu un successo enorme, specialmente in Africa. Ironia della sorte, nonostante il grande amore del pubblico, Don cadde vittima del “bootlegging” (la pirateria discografica) allora comune nel settore, percependo pochissimo delle royalty guadagnate.
L’era Goldie e il successo Dancehall
Durante i primi anni ’80, Don lavorò a stretto contatto con il suo co-autore e corista Gold (detto anche Goldie Locks o Goldie, vero nome Alric Lansfield Malcolm). Insieme, Don Carlos e Goldie furono una forza della natura nei live.
Tra il 1982 e il 1985 Don Carlos sfornò successi tra cui Harvest Time, Day to Day Living, Them Never Know A Natty Dread Have Credentials, Spread Out, Never Run Away e Just a Passing Glance. La maggior parte di queste tracce includeva Gold alle parti vocali.

Don Carlos e Junior Reid
Don Carlos ha parlato apertamente del suo ruolo cruciale nello sviluppo di un altro cantante di Waterhouse, Junior Reid, che sarebbe poi diventato il frontman dei Black Uhuru.
Nelle interviste, Don ricorda di aver conosciuto Reid fin da bambino e di averlo portato in Inghilterra intorno al 1983-84, presentandolo al pubblico della dancehall e a sound system come Stur Gav e Studiomix. Ha inoltre dichiarato di aver prodotto una delle prime registrazioni di Reid, “Sister Dawn”, pubblicata tramite l’etichetta Negus Roots.
Don Carlos ha anche rivendicato il coinvolgimento nella produzione del primo album di Junior Reid, Mini Bus Driver (con i Voice of Progress).
Il loro legame musicale è documentato anche nell’album Firehouse Clash, uscito nel 1986.

La reunion dei Black Uhuru
Nel 1990, il trio originale di Black Uhuru — Don, Garth e Duckie — si riunì. Questa “seconda venuta” portò alla pubblicazione di quattro album: Now (1990), Iron Storm (1991), Mystical Truths (1992) e Strong (1994). Dopo sei anni con il gruppo, Don è tornato definitivamente alla sua carriera solista.
Don Carlos oggi: mentore e icona globale
Oggi Don Carlos non è solo un performer; è un ponte tra la vecchia scuola e le nuove generazioni. È diventato un mentore per la scena reggae californiana, collaborando frequentemente con band come Slightly Stoopid, Rebelution e Groundation.
Che si esibisca con la sua band, la Dub Vision, o come ospite d’onore nei principali festival, la sua popolarità continua a crescere costantemente.
FAQ – Domande Frequenti su Don Carlos
Don Carlos si chiama Euvin Spencer. “McCarlos” è una variazione del nome d’arte usata all’inizio della carriera per il brano “Late Night Blues”. Un altro pseudonimo utilizzato è Jah Carlos.
Sì. Ha fondato il gruppo nel 1972 insieme a Garth Dennis e Derrick “Duckie” Simpson.
Tra i suoi brani più amati ci sono “Johnny Big Mouth”, “Hog & Goat”, “Dice Cup”, “Harvest Time” e “Suffering”.
A febbraio 2026, sì! Don Carlos è ancora molto attivo nella comunità reggae. Continua a fare tour internazionali e a esibirsi frequentemente con band reggae-rock della West Coast come i Slightly Stoopid.
È possibile ascoltare la sua voce iconica negli album della reunion degli anni ’90: Now, Iron Storm, Mystical Truths e Strong.
Foto di copertina da doncarlosinc.com
Fonti
Intervista con Angus Taylor per unitedreggae.com
Sito ufficiale doncarlosinc.com




