Sugar Minott è stato uno degli artisti chiave che hanno plasmato il reggae e il dancehall moderno. Cantante, autore, produttore e gestore di sound system, il suo vero nome era Lincoln Barrington Minott, nato a Kingston, Jamaica, il 25 maggio 1956.
Cresciuto in quartieri come Maxfield Park, vicino ai dancehall locali, il giovane Lincoln trascorreva le notti fuori ad ascoltare ska, rocksteady e i primi reggae, imparando sul campo quella che sarebbe diventata la sua vera educazione musicale.
Primi anni, sound system e African Brothers
Da ragazzo, Sugar Minott iniziò a lavorare con i sound system prima ancora di diventare adolescente. Iniziò come selector (colui che sceglie i dischi e a volte fa toasting) per il Sound of Silence Keystone/Keytone. Successivamente fondò il suo primo sound system, spesso chiamato Gathering of Youth.

Nel 1969 passò dal lavoro al sound system al microfono, formando il trio vocale African Brothers insieme a Tony Tuff e Derrick Howard. Il gruppo cantava canzoni ispirate alla cultura Rasta e profondamente influenzate da gruppi vocali come The Abyssinians.
Con gli African Brothers incise per etichette come Micron Music, Rupie Edwards, Winston “Merritone” Blake e Keith Weston, e creò anche la propria etichetta Ital. Brani chiave di questo periodo includono “Party Time / Party Night”, “Lead Us Father”, “Righteous Kingdom”, “Youths of Today” e “Mysterious Nature”.
Nel 1974 gli African Brothers registrarono “No Cup No Broke” per Studio One. Poco dopo il gruppo si sciolse e Minott decise di proseguire da solo.
Studio One e la nascita del moderno dancehall
Dopo la separazione rimase a Studio One con il leggendario produttore Clement “Coxsone” Dodd, lavorando come cantante, chitarrista, percussionista e svolgendo altri compiti in studio.
Qui iniziò a fare qualcosa di nuovo: invece di usare sempre una band dal vivo, prese riddim classici degli anni ’60 di Studio One e ci registrò sopra nuovi brani cantati. Questa tecnica, già usata dai deejay nei sound system, venne per la prima volta portata in studio da Minott, dando origine allo stile “re-lick” che è alla base del dancehall reggae.
Tra i suoi successi iniziali a Studio One ci sono “Vanity”, “Mr DC”, “House Is Not a Home”, “Hang On Natty” e “Jah Jah Children”. Questi brani portarono al suo album d’esordio Live Loving verso la fine degli anni ‘70, considerato da molti come uno dei primi veri album dancehall, segnando il passaggio dal reggae roots a un sound più essenziale e adatto alle dance giamaicane.
Seguono gli album Showcase, Bittersweet e Ghetto-ology, quest’ultimo con una celebre versione dub mixata da King Tubby.
Black Roots, Youth Promotion e il “Ghetto Sound”
Nel 1979 lasciò Studio One per fondare la propria etichetta Black Roots Records.
Nello stesso periodo pubblicò l’album Black Roots, inciso a Kingston e uscito per Black Roots/Island-Mango, con brani come “Hard Time Pressure” e “River Jordan”, che mostrano Minott a metà strada tra il roots profondo e il nuovo sound dancehall.
Sempre nello stesso periodo fondò:
- l’etichetta Youth Promotion (o Youthman Promotion)
- il sound system Youth Promotion, basato nell’area Maxfield Park di Kingston
Youth Promotion divenne noto come un “suono ghetto” che dava ai giovani artisti la loro prima chance al microfono.

Attraverso Black Roots e Youth Promotion, Sugar Minott aiutò a lanciare o sviluppare carriere di numerosi cantanti e deejay, tra cui Little John, Triston Palmer, Barry Brown, Junior Reid, Tenor Saw, Nitty Gritty, Yami Bolo e molti altri come Tony Tuff e Johnny Osbourne.
Minott usò il suo successo per creare una piattaforma per la nuova generazione, sia in studio che nei sound system, guadagnandosi il titolo di “padrino dei giovani” nel reggae e dancehall.
Successo nel Regno Unito, Lovers Rock e “Good Thing Going”
Il singolo “Hard Time Pressure” divenne un grande successo nella scena reggae del Regno Unito intorno al 1980. Questo successo, unito alla diffusione del movimento lovers rock, spinse Minott a trasferirsi per un periodo in Gran Bretagna.
Nel Regno Unito incise una serie di singoli come “Lovers Rock”, “In a Dis Ya Time”, “Africa” e una cover in duetto con Carroll Thompson di “Make It With You”.
Il suo più grande successo internazionale fu “Good Thing Going (We’ve Got a Good Thing Going)”, cover di una canzone di Michael Jackson. Uscita nel 1981, arrivò al numero 4 della classifica inglese, portando a un album omonimo pubblicato da RCA/Heartbeat.
Con album come Roots Lovers e Good Thing Going, Minott divenne un ponte fondamentale tra roots reggae, lovers rock e dancehall, specialmente per il pubblico britannico.
Innovatore del dancehall e produzione negli anni ’80
Tornato in Jamaica, Minott rimase al centro del nuovo movimento dancehall pubblicando album come Herbman Hustling, Slice of the Cake, Wicked A Go Feel It, Dancehall Showcase e Inna Reggae Dance Hall.

Collaborò con produttori e musicisti di primo piano come Sly & Robbie, Mikey Dread, George Phang, King Jammy e Lloyd “Bullwackie” Barnes.
Il singolo con Sly & Robbie “Rub a Dub Sound Style” (metà anni ’80) è considerato un prototipo precoce dello stile ragga, che fonde elementi digitali con un profondo rub-a-dub.
Contemporaneamente, il sound system Youth Promotion continuava a organizzare eventi a Kingston, con giovani DJ come Ranking Joe, Captain Sinbad e Ranking Dread al microfono, mentre Minott continuava a incidere nuovi brani e far evolvere il suono del dancehall moderno.
Anni ’90 e 2000 – ancora in studio e sul palco
Negli anni ’90, pur essendo ormai un veterano, Minott continuò a registrare e a fare tour. Tra gli album di questo periodo ci sono Smile, A Touch of Class, Happy Together, Run Things, Breaking Free, International, Musical Murder ed Easy Squeeze.
Negli anni 2000 rimase attivo principalmente come artista live e di tanto in tanto con nuove registrazioni. Uno dei suoi album più recenti è New Day, uscito tra il 2008 e il 2009, con la partecipazione di ospiti come Toots Hibbert, Sly Dunbar, Dwight Pickney e Andrew Tosh.
Malattia, morte e riconoscimenti
Nel 2009 Minott fu curato per problemi cardiaci e dovette cancellare alcune date a causa di dolori al petto. Morì il 10 luglio 2010 dopo essere stato ricoverato a Saint Andrew Parish, Jamaica, all’età di 54 anni.
Negli anni successivi il suo lavoro è stato celebrato con tributi e concerti commemorativi. Nel 2019 il governo giamaicano lo ha onorato con il Reggae Gold award per il suo contributo come artista e produttore.
Perché Sugar Minott è importante
L’influenza di Sugar Minott va ben oltre i suoi successi personali. È importante perché:
- Ha contribuito a inventare lo stile dancehall in studio, cantando nuovi brani su riddim classici.
- Ha fatto da ponte tra roots reggae, lovers rock e dancehall digitale in modo naturale.
- Attraverso Black Roots e Youth Promotion ha scoperto e guidato molte future stelle.
- Il suo sound system ha dato ai giovani delle baraccopoli di Kingston una vera opportunità nella musica.
- Ha registrato decine di album e centinaia di singoli, passando dal roots profondo al lovers più dolce, fino al dancehall più duro.
- Per molti fan e critici, questa combinazione di creatività, impegno comunitario e produzione duratura lo rende davvero degno del titolo di “Padrino del Dancehall.”
FAQ rapida su Sugar Minott – Domande Frequenti
Sugar Minott (Lincoln Barrington Minott) era un cantante, produttore e operatore di sound system giamaicano, nato a Kingston nel 1956. È considerato un pioniere del dancehall in studio e una figura chiave nella storia del reggae.
Perché è stato uno dei primi a registrare nuovi vocal su riddim classici in studio, aiutando a definire lo stile dancehall che ha dominato la musica giamaicana tra gli anni ’70 e ’80.
Il suo maggior successo internazionale è “Good Thing Going”, cover di Michael Jackson che raggiunse il numero 4 nelle classifiche UK nel 1981.
Ha fondato le etichette Black Roots e Youth Promotion e ha gestito il sound system Youth Promotion, che ha dato tante opportunità a giovanissimi artisti.
Sources:
Biography by Jo-Ann Greene on allmusic.com
Biography on reggaeville.com
Obituary on theguardian.com
Foto di copertina di Beth Lesser



